Roger & la camicia di Roger, leggi anche: esattamente *quando* sono diventata seria?

Mentre il mio sottiiile senso dell’umorismo ingrassa a forza di tragicomici scossoni che aspiro a trasformare in una sceneggiatura e inizio a sembrare la patetica caricatura di un camionista tanto che le mie amiche mi attaccano il telefono in faccia asserendo che la mia conversazione è sconveniente. Mentre realizzo che alcuni ragazzini presumibilmente 13enni stanno mettendo in scena i preliminari di un ménage à trois sugli scomodissimi sedili di un tram in pieno assolato pomeriggio di un giorno che è maggio ma pare luglio per cui mi limito a pensare di avere le visioni e alzo il volume dell’iPod sui 13th Floor Elevators. Mentre penso che questa città è diventata troppo piena di sconosciuti che (ti) parlano persino per me che attacco a parlare con gli sconosciuti sui mezzi pubblici. Nel mentre di tutto questo Mimmo & Roger attaccano a parlar(mi). Io sto ancora ascoltando i 13th Floor Elevators (youregonnamissmebaby), quindi non ci capisco una mazza. Mimmo & Roger, cioè quelli che conosco come Mimmo & Roger quando – visibilmente seccata – mi sfilo le cuffie, continuano a parlar(mi). Si presentano e mi chiedono come mi chiamo. Glielo dico, abbassando la voce sulla seconda sillaba come quando stavo alle medie ché sinceramente non ho voglia di sentire battute sulla mia «r francese molto sexy» o sulla mia «r francese molto nerd». Soprattutto da uno che si chiama Roger (…) Vabbè. Mimmo & Roger hanno fatto una scommessa. Non sono interessata ad approfondire, per cui faccio una battuta idiota e visibilmente seccata sull’evidenza della mia maglietta con su scritto «OGGI MORDO». Loro ridono (troppo) e mi rassicurano che «vabbè, si vede che sei uscita ora di casa per prenderti una pizza e poi devi tornare a studiare». Io penso che no, io con quella maglia ci vado a lavorare, e ci vado a cena quelle rare volte che vado a cena, e ci esco con la gente quelle rare volte che esco con la gente. E insomma, cheppalle, ho la faccia di una che studia anche quando ho smesso di studiare. Comunque nella mia mente si staglia Il Panorama Apocalittico (e riutilizzabile per chissà che tragicomico dialogo di chissà che tragicomico romanzo) di chissà che sordida scommessa che coinvolga una potenziale 17enne che è scesa di casa per prendersi una pizza eppoi tornare sui libri della maturità.

«La camicia». «Che?». «La camicia di Roger». «Che?». «Vero che fa SCHIFO?!». «Ah». «In effetti sì». «Te l’avevo detto io!!». «Però non ha molto valore detto da una che è scesa vestita così per prendersi una pizza eppoi tornare a studiare».

(Tra parentesi: la camicia di Roger aveva la scritta Roger sui polsini e dietro al collo. Roger vuole ancora credere che lo paghino troppo poco per comprarsi cose migliori, io voglio ancora credere che da qualche parte in questo mondo esista una marca di camicie che si chiama Roger).

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